Barca Pulita – Home

 

In due, su una barca a vela, siamo andati a cercare in mezzo agli oceani quelle isole dove non arriva nessuno, le coste lontane, gli angoli remoti e le nicchie più improbabili del pianeta.

Siamo andati, insomma, nei luoghi dove è difficile arrivare. In 18 anni di navigazione e di ricerca abbiamo visto tante cose. Abbiamo incontrato le balene, abbiamo nuotato con gli squali, abbiamo vissuto con popoli primitivi e gentili, e abbiamo passati mesi sulle isole deserte.

Abbiamo avuto momenti intensi ed altri tristi, ci siamo esaltati come mai avremmo pensato, e ci siamo stancati fino al limite della resistenza. Di certo non ci siamo mai annoiati. Il nostro lavoro è diventato quello di raccontare ciò che scopriamo nel mondo.
Lo raccontiamo con i libri, con i filmati per la televisione, e lo raccontiamo in questo piccolo sito. Se vi interessa schiacciate i bottoni. Non ci sono sponsor nascosti pronti a saltarvi addosso appena vi distraete.

Il sito di Barca Pulita esiste solo per il piacere di raccontare e per la piccola pretesa di contribuire, in minima parte, alla conservazione di qualche angolo del nostro pianeta.


La storia di oggi


Dentro l'Oceano - Oceano Indiano Nord Occidentale

Dentro l'Oceano - Oceano Indiano Nord Occidentale

Dentro l'Oceano - Oceano Indiano Nord Occidentale

Il sole sorge sul mare mosso, con grandi onde che ricordano una distesa di colline tutte uguali tra loro. E’ passata da poco l’alba quando metto la testa fuori e scorgo una nave. E’ troppo tardi per manovrare e la nave passa a meno di 100 metri dalla nostra poppa. Chissà se ci hanno visti. Forse anche loro dormivano e non ci siamo scontrati solo perché, nonostante tutto, in oceano le probabilità di andare a sbattere contro qualcuno in realtà sono minime. Mi rendo conto che dovremmo stare più attenti e che uno di noi dovrebbe sempre restare di guardia in coperta. Per il momento però non ne abbiamo la forza. A dir la verità non siamo molto in forma: abbiamo la nausea e soffriamo per il rollio.

Passiamo la mattinata in cuccetta, a soffrire il caldo, e a commentare a monosillabi quanto siano scomode le cuccette. Intanto ho cominciato a leggere l’autobiografia di Charly Chaplin. Racconta della sua infanzia a Londra, del piccolo Chaplin che ha sempre fame e che mangia un brodo di teste di pesce, l’unica cosa che sua madre è riuscita a raccimolare...io invece ho la nausea e l’idea del cibo mi da il voltastomaco.

A un certo punto Lizzi fruga in cucina e recupera una ciotola con qualche cucchiaiata di una specie di insalata di riso che avevamo preparato ieri prima di partire. Ma il riso ha un gusto rancido, e non fa che peggiorare la situazione. Rinunciamo a mangiare e restiamo in silenzio, ciascuno sdraiato al suo posto, uscendo di tanto in tanto, a turno, per controllare che tutto sia in ordine.

Dentro l'Oceano - Oceano Indiano Nord Occidentale

Dentro l'Oceano - Oceano Indiano Nord Occidentale

Il mare attorno a noi è enorme. Dopo la nave non abbiamo avvistato più nessuno e sono convinto che con il passare delle miglia, allontanandoci dalla rotta d’uscita dal Mar Rosso, non dovremo temere altri incontri. Per il resto è tutto tranquillo, il vento resta stabile intorno ai 15 nodi, in mattinata abbiamo tolto i terzaroli e ora non dobbiamo toccare né le vele ne l’assetto della barca che continua da sola la sua galoppata tra le onde.

Ore 18.00  Ho ancora molta nausea. Lizzi però sta meglio. Raccoglie le forze, versa un po’ d’alcool nel fornello e si da fare per accendere un bruciatore e lessare patate e cipolle. C’è qualche problema con il combustibile che stenta ad accendersi e l’odore dei vapori di alcool e cherosene mi raggrinzano lo stomaco. Il profumo che arriva più tardi dalla pentola però è buono, e dopo mezzora ci ritroviamo in pozzetto, al buio, a cenare sotto un cielo infinito diviso a metà tra nuvole e stelle, con la barca che sale e scende e il mare che ci avvolge. Forse perché non ho mangiato nulla da più di 24 ore, ma il sapore della patata lessata, che tengo in grembo come un piccolo tesoro, mi sembra il più buono del mondo. Il suo gusto mi riporta alla vita e riesco persino a percepire, confusamente, la grandiosità del mondo che ci circonda.

Intanto è caduto il barattolo del sale, che rotola avanti e indietro sul pagliolo ogni volta che la barca rolla nel cavo delle onde.

“Dai, tiralo su” dice Lizzi

“Tiralo su tu, se no vomito la patata”

Faccio ancora fatica a controllare lo stomaco, e appena posso mi butto in cuccetta.

Mancano 1146 miglia alle Maldive. Un’enormità.