Barca Pulita – Home

 

In due, su una barca a vela, siamo andati a cercare in mezzo agli oceani quelle isole dove non arriva nessuno, le coste lontane, gli angoli remoti e le nicchie più improbabili del pianeta.

Siamo andati, insomma, nei luoghi dove è difficile arrivare. In 18 anni di navigazione e di ricerca abbiamo visto tante cose. Abbiamo incontrato le balene, abbiamo nuotato con gli squali, abbiamo vissuto con popoli primitivi e gentili, e abbiamo passati mesi sulle isole deserte.

Abbiamo avuto momenti intensi ed altri tristi, ci siamo esaltati come mai avremmo pensato, e ci siamo stancati fino al limite della resistenza. Di certo non ci siamo mai annoiati. Il nostro lavoro è diventato quello di raccontare ciò che scopriamo nel mondo.
Lo raccontiamo con i libri, con i filmati per la televisione, e lo raccontiamo in questo piccolo sito. Se vi interessa schiacciate i bottoni. Non ci sono sponsor nascosti pronti a saltarvi addosso appena vi distraete.

Il sito di Barca Pulita esiste solo per il piacere di raccontare e per la piccola pretesa di contribuire, in minima parte, alla conservazione di qualche angolo del nostro pianeta.


La storia di oggi


Suakin - Mar Rosso meridionale

Suakin - Mar Rosso meridionale

Suakin - Mar Rosso meridionale

E’ già quasi il tramonto quando imbocchiamo un canale che dal mare punta verso il deserto. Penso alle parole dell'amico che tanto tempo fa mi ha parlato della città fantasma e mi ha indicato come arrivarci. Guardo verso Sud seguendo il percorso del canale che si incunea nel deserto, tra banchi immensi di sabbia grigia. E’ largo cento metri, e sembra profondo a sufficienza per lasciarci passare, ma l’acqua è torbida e per non rischiare di urtare ostacoli nascosti dobbiamo avanzare pianissimo. Tutto attorno non si vede nulla, se non sabbia, dune e deserto. “Ma dove è la finita la città?” Poi il canale si fa stretto. Continua tra le rive grigie, con ogni tanto qualche capanna che però sembra disabitata. L'acqua marrone non lascia vedere il fondo e continuiamo sempre più piano, con gli occhi fissi all'ecoscandaglio in gara con il sole, che ha già quasi raggiunto l’orizzonte. "Attenta, li a destra, sembra più chiaro!" Lizzi ruota a precipizio la barra a verso sinistra. Una lingua di sabbia comparsa all’improvviso si protende a ingombrare quasi tutto il canale. La passiamo, sfiorando la riva opposta. “Uff... per un pelo, e adesso?”
Suakin - Mar Rosso meridionale

Suakin - Mar Rosso meridionale

Proseguire è sempre più rischioso. Ma non possiamo neppure fermarci: non ci sarebbe spazio per ancorare. Non ci resta che continuare, sperando che le informazioni siano giuste, che il canale con gli anni non si sia insabbiato e che non si restringa ulteriormente. Sfioriamo un’ansa, un’altra, contorniamo il perimetro di una duna e..... appare l'incredibile. Un’isoletta, perfettamente rotonda: il corso d’acqua si biforca, abbracciandola tutta. E sull'isola c'è una città, antica, con le torri, i porticati, le moschee, i grandi portali protetti dai cannoni. Mi arrampico sull’albero.  Vedo le vie ordinate, che la attraversano da una parte all'altra, e i grandi edifici in parte franati, che raccontano un antico incredibile splendore."Hei, sveglia, dove devo andare?" La voce di Lizzi mi riporta alla realtà e al problema più urgente: trovare un luogo per ancorare la barca pulita prima che la luce svanisca del tutto.