Barca Pulita – Home

 

In due, su una barca a vela, siamo andati a cercare in mezzo agli oceani quelle isole dove non arriva nessuno, le coste lontane, gli angoli remoti e le nicchie più improbabili del pianeta.

Siamo andati, insomma, nei luoghi dove è difficile arrivare. In 18 anni di navigazione e di ricerca abbiamo visto tante cose. Abbiamo incontrato le balene, abbiamo nuotato con gli squali, abbiamo vissuto con popoli primitivi e gentili, e abbiamo passati mesi sulle isole deserte.

Abbiamo avuto momenti intensi ed altri tristi, ci siamo esaltati come mai avremmo pensato, e ci siamo stancati fino al limite della resistenza. Di certo non ci siamo mai annoiati. Il nostro lavoro è diventato quello di raccontare ciò che scopriamo nel mondo.
Lo raccontiamo con i libri, con i filmati per la televisione, e lo raccontiamo in questo piccolo sito. Se vi interessa schiacciate i bottoni. Non ci sono sponsor nascosti pronti a saltarvi addosso appena vi distraete.

Il sito di Barca Pulita esiste solo per il piacere di raccontare e per la piccola pretesa di contribuire, in minima parte, alla conservazione di qualche angolo del nostro pianeta.


La storia di oggi


Marse - Mar Rosso

Marse - Mar Rosso

Marse - Mar Rosso

La costa del Sudan e costellata di marse. Baie lunari, incastrate nel deserto, dove potremmo restare per mesi prima che qualcuno si accorga della nostra presenza. La Marsa è una specie di nicchia lungo la linea della costa.  Forse il letto di un fiume antico, o una crepa  della crosta terrestre dentro cui l’acqua del mare si è potuta riversare. Per noi questi fiumi immobili e profondi che la mano della natura ha seminato lungo le rive inospitali del Mar Rosso sono rifugi che permettono di ancorare  la Barca Pulita al riparo dalle onde e di fermarci a riposare.

L’entrata è sempre delicata, perché bisogna indovinare la strada tra bastioni di corallo battuti dai frangenti, ma una volta dentro ci si trova in una specie di fiume profondo e meravigliosamente immobile che si inoltra nel deserto per finire in un laghetto di acqua salata.  Intorno alla Marsa non c’è nulla.

Rive deserte, colline, e vento. Ogni tanto una nuvola di polvere lontana rivela il passaggio di una carovana di cammelli e beduini,  sulla pista antichissima che collega l'Egitto con il Sudan. Qualche volta incontriamo i militari che sono accampati sulla riva interna della marsa, in piccoli gruppi composti da poche tende, da una ventina di persone e da un branco di cammelli.

A marsa Gwilaib abbiamo incontrato una coppia di dugonghi.

A marsa Abu Imama una carovana di cammelli che salivano a Nord sulla pista antichissima che collega il Sudan all'Egitto.

Marse - Mar Rosso

Marse - Mar Rosso

A marsa Halaka abbiamo trovato una coppia di falchi pescatori che avevano costruito un nido enorme proprio sulla riva a 50 metri da noi. Siamo scesi a terra e i falchi sono scappati trasformandosi in due puntolini minuscoli nel cielo azzurro. Abbiamo posizionato la telecamera sul cavalletto a due passi dal nido e siamo tornati a bordo. Quando anche loro sono tornati nel nido abbiamo fatto partire la telecamera, comodamente seduti sotto il tendalino, controllandola con il comando a raggi infrarossi e l'abbiamo lasciata girare fino ad esaurire il nastro. Poi siamo scesi a vedere i risultati. Peccato, i falchi erano perfettamente a fuoco, ma per tutto il tempo sono rimasti girati dall'altra parte, mostrando solo le parti posteriori.

"Avreste dovuto guardare da che parte arrivava il vento" ci ha detto anni dopo un amico biologo, "gli uccelli restano sempre con la testa orientata verso il vento".

Abbiamo rinunciato a tendere agguati tecnologici e continuando ad esplorare le rive abbiamo trovato un altro nidi. Stavolta c'erano due pulcini, troppo piccoli per fuggire, che si sono lasciati fotografare. Ma la cosa più interessante era il nido. Enorme, costruito con una quantità di ramoscelli, pezzi di legno e detriti. Considerando che tutto attorno non c'è altro che sabbia brulla e non si vede traccia di vegetazione deve essere costata una terribile fatica agli uccelli la ricerca di tanto materiale di costruzione. Tra i ramoscelli ci sono brandelli di plastica colorati, spezzoni di vecchie cime da marinaio, tappi di bachelite... C'è addirittura una spazzola di plastica verde. Evidentemente per i falchi pescatori non fa differenza. Usano quello che trovano. A noi però fa un po' tristezza. Siamo a centinaia di miglia dal posto abitato più vicino, ma i rifiuti del genere umano arrivano anche qui.