Gen 012006
 

Durante il nostro primo giro del mondo (1988 – 1991) per le previsioni potevamo contare solo su una piccola radio ricevente a banda larga. Prima di ogni traversata ci davamo un gran da fare per individuare le stazioni che avrebbero dovuto trasmetterci i bollettini oceanici. La nostra bibbia era un librone alto 10 centimetri del servizio idrografico inglese con la lista delle emittenti di tutto il mondo e lo spulciavamo dall’inizio alla fine, coscienziosamente, segnando le stazioni, le frequenze, gli orari. Una volta in mare però, non riuscivamo quasi mai a ricevere nulla: o l’ascolto era disturbato, o gli orari erano sbagliati, o le trasmissioni non c’ erano del tutto. Quando andava bene e captavamo le tanto attese previsioni, il responso era vago e più o meno sempre lo stesso: Vento da Sud Est 15 -20 nodi (capirai, è l’Aliseo!), cielo sereno con qualche piovasco (anche qui niente di nuovo, con l’Aliseo è sempre così). Non importa che noi fossimo impegolati in un temporale da 30 nodi o che fossimo fermi da due giorni in una calma snervante, il bollettino era sempre Sud Est 15 -20 nodi. Con il passare degli anni e delle miglia, è cessata la voglia di dannarci a cercare i bollettini, anche perché, l’abbiamo imparato con il tempo, le previsioni durante le traverse sono meno importanti di quanto sembri. I cambiamenti , in oceano nella fascia tropicale, sono lenti e c’è tutto il tempo per accorgersi e prendere le contromisure e poi, quando si è a 1000 miglia da terra, sapere o non sapere che il vento passerà da 15 a 25 nodi o che girerà di 20 o 30 gradi, finché si naviga con andature portanti, non fa grande differenza. Così, negli ultimi quindici anni, abbiamo navigato senza previsioni, limitandoci a fare attenzione ai grandi mutamenti stagionali e agli eventi pericolosi, come per esempio i cicloni. Nel frattempo però le cose sono cambiate moltissimo. Mentre noi giravano ignari guardando il volo degli uccelli e la forma delle nuvole sull’orizzonte, chiedendo il parere dei locali e scommettendo su come sarebbe stato il mare, il mondo tecnologico attorno a noi compiva progressi straordinari. Sono entrati in funzione i satelliti meteorologici che spiano i mari dall’alto e che hanno sostituito in meglio le stazioni costiere e le navi nel raccogliere i dati del vento e della pressione; i computer per l’analisi del tempo sono diventati sofisticati e in grado di elaborare previsioni per molti giorni a venire, mentre radio, internet, telefoni satellitari sono stati miniaturizzati scesi di costo e saliti a bordo trasformando il vecchio tavolo da carteggio in una centrale elettronica di comando. Oggi tutte le barche a vela hanno un computer e uno o più apparati per sapere che tempo farà. Non c’è più bisogno di consultare libroni incomprensibili e di ascoltare trasmissioni inudibili. Le previsioni oggi sono alla portata di tutti. C’è chi le scarica da internet, chi le riceve dai radioamatori, chi si collega con le centrali meteorologiche dei paesi circostanti, chi le riceve da Sailmail e via dicendo. L’anno scorso, in Pacifico, abbiamo incontrato un solitario spagnolo che mandava ogni giorno una e-mail dall’altra parte del mondo a un amico meteorologo dell’università di Amsterdam. Nell’e-mail dava le proprie coordinate e la rotta prevista. L’amico scaricava da internet le carte meteorologiche della zona le studiava e le trasformava in consigli pratici del tipo: “Scendi un po’ a Sud, troverai più veuto”; oppure: “Aspettati che domani il vento giri a Nord, e oggi guadagna latitudine più che puoi”. Le istruzioni, raccolte in una e-mail di risposta, riattraversavano il mondo in pochi secondi e andavano ad alleiare le fatiche e la solitudine del solitario. La maggior pane delle barche, per le previsioni, si avvale dell’email tramite un sistema composto da radio Ssb, modem e computer. Con la posta elettronica è possibile in qualsiasi momento del giorno e della notte interrogare uno dei molti centri automatizzati per la previsione del tempo. La cosa funziona così: si invia una e-mail Standard di interrogazione, una specie di modulo, che contiene le proprie coordinale e i limiti in latitudine e longitudine della zona per la quale si richiedono le previsioni. Dall’altra parte del collegamento non c’è una persona a rispondere, c’è il computer della stazione meteorologica che sta sveglio 24 ore su 24 e nel giro di pochi attimi rimanda la carta della zona con tutti i dati che contano: la situazione generale, le isobare, i venti e l’evoluzione prevista, ogni 12 ore, per i tre o quattro giorni a venire. Una meraviglia! Basta studiare un attimo le cartine e si sa, più o meno, a cosa si andrà incontro. Con questa pratica giornaliera tutti i nvigatori sono diventati meteorologi e negli ancoraggi quando due tender si incrociano, sono comuni discorsi del tipo: «Secondo te, quell’alta pressione che staziona sulla Nuova Zelanda è destinata ad approfondirsi?»; oppure «Hai notato quella insaccatura che si è infilata tra l’alta e la bassa che viene subito dopo? Teniamola d’occhio, perché a me non dice niente di buono». Chi non vuole fare la fatica di interpretare le carte meteorologiche può ricevere le previsioni esplicite, a parole, tramite qualche radioamatore specializzato in meteorologia. Ce ne sono molti, più di quanti ne servano, convenientemente sparpagliati per il mondo. Hanno un computer, scaricano le carte meteorologiche dagli istituti specializzati e sono felici di interpretare la situazione e tradurla in previsioni personalizzate per chiunque ne faccia richiesta. C’è chi trasmette da Panama, chi dalle Fiji, chi dal Sudafrica, chi dalle Seychelles. Quando si entra nella zona di competenza si entra anche in una specie di club virtuale formato da quelli che ad una certa ora si collegano con il radioamatore. Uno dopo l’altro si annunciano, danno le proprie coordinale, dicono dove si trovano, dove stanno dirigendo e attendono il responso: «Vai tranquillo, per due o tre giorni non si prevedono variazioni», oppure «State attenti, c’è una perturbazione proprio dietro di voi, vi raggiungerà domani». La maggior parte di queste conversazioni avvengono in lingua inglese, ma ci sono anche quelli che trasmettono in tedesco, in francese, in spagnolo, in italiano. Per entrare in questi club virtuali non si paga nulla, bisogna giusto ricordarsi di ringraziare il radioamatore che ogni giorno mette a disposizione il proprio tempo e la propria competenza per dare una mano a chi naviga. Non avendo la ricetrasmittente si possono ricevere le previsioni anche con una semplice ricevente perché quasi tutte le stazioni meteorologiche del mondo, oramai, trasmettono bollettini compressi e codificati sulle frequenze radio. Basta avere un computer, collegarlo alla ricevente, sintonizzarsi all’ora giusta, ed ecco che riceverete le cartine meteorologiche, le previsioni a parole, perfino le fotografie del satellite, dove si vedono i sistemi nuvolosi che stazionano sopra la vostra testa. E per sapere le freque nze di queste trasmissioni? Ce ne sono centinaia, ma non vale la pena di elencarle, anche perché cambiano da oceano a oceano e da un anno all’altro. Una volta partiti, nei porti, nelle baie, negli ancoraggi, le informazioni su queste cose passano da una barca all’ altra. Basta chiedere e si viene sommersi di dati e indicazioni. In alternativa alla radio ci sono anche g li Standard C e gli Inmarsat, sistemi di ricezione e trasmissione dati che sono stati a suo tempo sviluppati per le navi e che ora sono disponibili per le barche a vela. Infine,ultimo in ordine di tempo ma ogni anno più diffuso, c’è il telefono satellitare lridium, a copertura mondiale. È piccolo, agile ed efficiente, consuma poco e non necessita di un’antenna esterna. Sembra un normale telefonino, solo un po’ più grande, ma a differenza di quest’ultimo funziona in ogni angolo del mondo, compresi gli oceani. Serve per effettuare e ricevere telefonate, ma può mandare e ricevere e-mail e accedere a internet. È un po’ caro, ma il prezzo diminuisce di anno in anno. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Che poi tutta questa roba serva per davvero è un altro discorso. Poche settimane or sono, alle Salomon, abbiamo incontrato un inglese su una barca di 45 piedi nuovissima, lustra e dotata di ogni possibile accessorio. Mi ha confessato che, mediamente, passa due ore ogni giorno a scaricare e interpretare le carte del tempo. Due ore della propria vita passate ogni giorno davanti al computer. Ma non si sceglieva di vivere in barca anche per sfuggire dall’ambiente troppo sofisticato della nostra società ipertecnologica? Qualche settimana prima ci era capitato di trovarci impantanati in una calma snervante, In mezzo all’oceano, in una zona dove le Pilot Chart davano venti di 15 nodi e una percentuale di calme inferiore all’uno per cento: ci siamo trovati immobili, senza vento tra enormi onde lunghe che non facevano presagire nulla di buono. Sono passate 10 ore, 20 ore, un giorno, due giorni e non cambiava nulla. Solo dopo cinque giorni è tornato il vento. Allora, approfittando delle attrezzature del navigatore inglese tecnologico abbiamo fatto una ricerca all’indietro nella memoria del suo computer, analizzando le mappe delle settimane precedenti, ma di quella calma, sulle carte di quei giorni, non c’era traccia. I grafici davano isobare normalmente distanziate e venti tra i 10 e i 15 nodi. A parte il piacere di capire i fenomeni del tempo e di rendersi conto del perché un giorno piove, un giorno tira vento e altre cose del genere, finché si naviga lungo le fasce tropicali e lungo le rotte classiche del giro del mondo, la necessità di avere previsioni giornaliere è relativa. Basta guardare il cielo per verificare che l’Aliseo non faccia capricci, si parte senza patemi e il tempo è così stabile che a volte, su traversate di due o tre giorni, si riesce perfino a prevedere l’ora dell’arrivo. Le cose cambiano, e di molto, se si esce dall’ area tropicale. Negli ultimi anni a causa di un presunto aumento del rischio di pirateria in Mar Rosso, ci sono molti che per rientrare dal giro del mondo scelgono la rotta lunga, circumnavigando l’Africa. Invece che risalire il Mar Rosso, attraversare Suez ed entrare in Mediterraneo da Est, si scende verso il Sudafrica, si doppia capo di Buona Speranza, si risale l’Atlantico e si rientra da Gibilterra. Diecimila miglia in tutto, invece delle 3.500 che comporterebbe la rotta del Mar Rosso e, per di più, la circumnavigazione del Sudafrica è molto pericolosa perché laggiù il tempo cambia molio rapidamente e sono più i giorni in cui è pericoloso navigare di quelli tranquilli. Nei porti fortunatamente ci sono abbastaza ben piazzati lungo tutta la costa sudafricana, decine di barche in allesa. Tutti che aspettano, giorno dopo giorno, ascoltando religiosamente i bollettini. Quando si verifica la situazione giusta, ovvero, quando sul finire di una tempesta da Sud Ovest si prevedono un paio di giorni di vento tranquillo da Nord Est, ecco che tutti i naviganti escono, si lanciano col vento e la corrente a favore e percorrono il più velocemenle possibile le 100 o 200 miglia fino al porto successivo, dove subito si rintanano per evitare di essere sorpresi in mare dal ritorno del Sud Ovest che, scontrandosi con la corrente delle Agullias, può provocare onde alte e terribili frangenti. Così oggi, grazie alle previsioni e alla loro alta affidabiltà, la circumnavigazione del Sudafrica e il passaggio di Buona Speranza non sono più imprese eroiche.

METEO SUL WEB – Bollettini e informazioni dalla rete. Mandare e ricevere e-mail via radio, chiedere previsioni, ricevere le carte del tempo, sono tutte cose facili una volta che si è presa la mano. All’inizio però può sembrare tutto molto complicato. Si deve familiarizzare con apparati e programmi nuovi e le istruzioni sono spesso in inglese. Il metodo più naturale per fare un po’ di pratica con tutta questa roba è quello di imparare sul campo, magari con l’ aiuto del vicino di barca che già li sa usare. Per orientarsi nel mondo dei sistemi di comunicazione e di trasmissione dati meteorologici: <ww.sailmail.com>, che è anche il provider (abbonamento annuale) più usato per la gestione della posta elettronica via radio. Sul sito ci sono le istruzioni su come abbonarsi, come e dove acquistare il modem, come interfacciare il modem con la radio e quant’altro. <www.winlink.org> è il sito del Provider gratuito per la gestione della posta elettronica via radio, riservato agli operatori con licenza di radioamatore. <www.saildoc.com> è un sistema gratuito per ricevere via e-mail le carte del tempo della vostra zona. <www.buoyweather.com> per le carte del tempo a pagamento. <www.telespazio.it> presenta informazioni sul sistema lridium in Italia. Infine <www.wmo.ch> è il sito dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Alla voce “‘Members” elenca tutti gli uffici meteorologici del mondo.